Il nostro Parlamento assomiglia sempre più ad un’orchestra stonata. Le cacofonie si moltiplicano, non solo per le contrapposizioni fra partiti di orientamento politico diverso, ma anche all’interno di ogni singolo partito. Il problema è in parte dovuto al direttore d’orchestra che pur rivendicando legittimamente il suo ruolo, nei fatti, spesso non vuole o non riesce ad esercitarlo, dimenticando, fra l’altro, che ha la responsabilità di tutta l’orchestra, non solo dei violini o dei tromboni. Ma come causa della cacofonia sembra ancora più determinante la mancanza di uno spartito comune. Eppure tutti i suonatori, al momento dell’ingaggio, hanno giurato di rispettare la Costituzione Italiana, e tutti pretendono di operare nell’interesse del nostro Paese.
In realtà l’operato di gran parte dei nostri parlamentari sembra in prevalenza motivate da personali interessi elettorali che li porta a sostenere qualsiasi follia che pensano possa piacere al vocifero mondo dei social anche se, spesso, si tratta di follie che contraddicono tanto la Costituzione che l’interesse del Paese e, in molti casi, creano problemi anche al gruppo politico a cui appartengono.
La fiscalità è uno dei settori nel quale questa contraddizione è la più trasversale ed evidente, in quanto praticata tanto da destra che da sinistra: l’evasione fiscale è incontestabilmente un grave danno per il paese, ma sono infinite le misure che la favoriscono e la premiano, adottate da quasi tutti i governi, quello attuale e quelli che lo hanno preceduto, in molti casi accompagnate da dichiarazioni di politici che giustificano o perfino santificano l’evasione in quanto reazione a oneri giudicati eccessivi o a contropartite in servizi giudicate insufficienti.
Si possono fare constatazioni analoghe in molti altri settori, soprattutto nei settori che coinvolgono maggiormente l’emotività degli elettori: la criminalità, la giustizia, l’immigrazione.
Il prevalere dell’interesse elettorale personale è fra l’altro dimostrato dall’assenza o quasi di azioni congiunte di tutti i partiti, anche in settori per i quali gli interventi giustificati dall’interesse nazionale sono evidenti e le implicazioni ideologiche tenui o inesistenti.
Credo che una maggioranza di italiani, in particolare quelli che dimostrano distacco dalla politica con l’astensione dal voto siano stanchi di uno stato di perenne campagna elettorale. Anche gran parte di chi vota gradirebbe certamente dibattiti parlamentari più trasparenti e costruttivi, maggior rispetto reciproco fra antagonisti che operano o dovrebbero operare per il comune obbiettivo del bene del nostro paese.
Chi è al governo avendo vinto le elezioni non dovrebbe sentirsi obbligato ad imporre le misure utili solo per acquisire consensi fra la propria tifoseria più scalmanata, senza tener conto del loro effetto reale per il benessere e la convivenza civile del paese.
Chi è all’opposizione non dovrebbe sentirsi obbligato ad agire solo per intralciare l’azione di governo, nella speranza di farlo cadere per potersi sostituire al comando.
Il confronto parlamentare non è nato per creare o accentuare irriducibili opposizioni, è nato per favorire collaborazione e convergenze destinate a migliorare ed a rendere più efficiente l’azione di governo, per il bene di tutti, non solo di una parte degli elettori.
In passato abbiamo avuto, anche in Italia, brevi periodi di grazia durante i quali gli statisti hanno prevalso sui demagoghi, che oggi chiamiamo populisti: l’adozione della costituzione, il trattato di Roma, la lotta al terrorismo.
La caotica situazione mondiale, dove i capi di governo più potenti del mondo sembrano grottesche marionette di una drammatica rappresentazione teatrale, crea sconcerto, insicurezza e paura. In questa situazione lo spirito di sopravvivenza se non il semplice buon senso dovrebbe rendere evidente la necessità di unire le forze, all’interno del paese e fra tutti i paesi europei, l’assoluta necessità di garantire una guida coesa e responsabile.
Gli attacchi ironici e offensivi di cui siamo stati vittime, come italiani e come europei, da parte di Putin, di Trump e di Musk, dovrebbero farci riflettere e reagire. Chi frequenta la rete si sarà certo accorto del massiccio invio di messaggi propagandistici di evidente provenienza sospetta che pretendono accreditare l’aggressore per aggredito, accompagnati da immagini del dittatore che ha soppresso fisicamente tutti i suoi oppositori in pose degne di santini della prima comunione, messaggi che intendono accrescere confusione e divisioni. Paradossalmente, con i loro attacchi, i nostri oppositori dimostrano di essere più coscienti di noi dell’importanza dell’Europa se fosse capace di unire le proprie forze. Con la nostra futile litigiosità noi sembriamo i capponi di Renzo nei Promessi Sposi.
Nell’attuale situazione pericolosa e caotica sembra legittimo pretendere da parte di tutti, eletti ed elettori, all’interno del paese e fra paesi dell’Unione Europea, indipendentemente dagli schieramenti politici d’appartenenza, una presa di coscienza dei pericoli che corriamo.
Almeno per quanto riguarda gli interventi per l’Europa dovrebbe essere possibile far prevalere l’impegno per il bene comune, garantire una guida coesa e responsabile.
L’Unione Europea è il solo mezzo che abbiamo per avere peso contrattuale nei riguardi di paesi come gli Stati Uniti, la Russia o la Cina.
Ci sono europeisti convinti in tutti gli schieramenti, tanto a destra che a sinistra, la sopravvivenza dei valori che sono alla base della nostra convivenza civile dovrebbe promuovere un impegno comune per accrescere l’operatività delle istituzioni europee.
Per mobilitare i cittadini europei, in particolare i giovani, non basta proporre l’aumento delle spese militari, è indispensabile adottare strategie e politiche europee: per le relazioni esterne e la cooperazione internazionale, per la difesa, per l’innovazione, per l’ambiente, per l’immigrazione, per la fiscalità, politiche che permettano una valorizzazione più efficiente delle nostre risorse, che aprano prospettive per il futuro, che restituiscano all’Europa il ruolo che le spetta per i principi per i quali è stata fondata e per la realtà politica ed economica che rappresenta.
Ranieri Di Carpegna
Direttore Generale Onorario della Commissione dell’Unione Europea
Rocca, Pro Civitate Christiana Assisi. N.13 1° luglio 2025












































